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    March 30

    il castello

    E’ tanto tempo che non scrivo, eppure mi piace molto.

    Scrivere a volte è come sfuggire in qualche modo alla realtà, quella di tutti i giorni, delle piccole cose che si ripetono sempre tutte uguali, mettendo tutti i miei sogni su una linea piatta.

    Mi dico che non voglio essere così, piatta, e la fantasia mi ha sempre aiutata a trovare il mio angolo segreto, dove nessuno al mondo può entrare.

    Come un castello di carte gigantesche, dalla doppia faccia. A volte sembrano mostri maligni dal ghigno ridanciano e a volte fantastiche figure di re, regine cavalieri e spazi infiniti.

    La mia vita qualche volta mi è sembrata così.

     Un grande castello di carte, sempre in bilico, un castello che una folata di vento freddo può far volar via.

    Talvolta lo guardo da lontano e mi rendo conto che è un castello fasullo.

    In quel castello ho vissuto storie che voglio nascondere a tutti, che restano racchiuse lì dentro per sempre.

    Dentro c’è la storia della mia vita. Avrei voluto fare qualcosa di veramente importante, e lo sognavo fin da bambina, quando il mio castello era sotto il lettone di mio nonno, con il copriletto che arrivava fino a terra.

    Mi ci rifugiavo, nascondendomi a mia madre, che mi cercava dappertutto, e io zitta, accucciata tenendomi strette le magre ginocchia chiudevo gli occhi e volavo lontano con la fantasia.

    Mia madre è sempre stata severa con me, poche carezze, da donna tutta d’un pezzo.

    Poi gli anni di collegio, e lì il mio castello di carte era lo stanzino dove stavano le lenzuola delle suore.

    Poi cresciuta, a volare ho cominciato davvero, ma non era come i voli sognati nel mio castello di carte. Erano voli reali, con fatica, notti in bianco, letti stranieri, dove mi svegliavo di notte sudando freddo perché non ricordavo dov’ero.

    La vita reale è stata di tre figli un marito, casa e lavoro.

    Avevo preso tutte le carte del mio castello chiudendole in una grande scatola.

    Gli anni sono passati così, in fretta.

    Ad un certo punto ho conosciuto un mago.

    Che bello, pensai ecco posso tirare fuori il mio castello di carte di nuovo.

    Lo feci entrare nel mio castello, lui solo, per la prima volta nella mia vita.

    Le carte sembravano risplendere, dorate, luminosissime.

    Ma piano piano, una ad una cominciarono a crollare.

    Mi sentivo schiacciare, e il mago rideva beffardo, felice del suo inganno.

    Lui cercava i castelli segreti per distruggerli, ed io non lo sapevo.

    Non c’è più il mio bel castello, i miei sogni che conteneva sono  rimasti schiacciati lì sotto.

    Una storia questa come tante altre storie di castelli di carta.

    Non più sogni, non più castello.